Tratto dal corso di aggiornamento FPI Campania

Nell’articolo precedente abbiamo visto che vi è una grossa percentuale di lesioni correlate all’articolazione gleno-omerale e alla scapola nei pugili, questa è stata una spinta per intraprendere uno studio in cui sono stati esaminati i diversi fattori definiti “chiave”, in quanto predisponenti alle lesioni. Nello specifico, si è indagato se i pugili mostrano problemi simili agli atleti che partecipano  “sport di lancio sopra la testa” (Overhead), un gruppo che ha un rischio ancora maggiore di lesioni agli arti superiori rispetto ai pugili (Kibler, Sciascia e Thomas, 2012). Per ottenere ciò, sono stati confrontati un gruppo di pugili con un gruppo di controllo tramite il range di movimento passivo (ROM), la forza di rotazione isometrica interna ed esterna e la funzione scapolare. Usando queste misure gli autori si sono proposti di determinare se la disfunzione classica del lancio sopra la testa come la discinesia scapolare e l’aumento della rotazione esterna esistono in maggiore incidenza nei pugili rispetto a quelli che non praticano lo sport.

Sono state riscontrate differenze nella rotazione esterna passiva moderatamente maggiori nei pugili (maggiore ROM nelle braccia dominanti). Questa scoperta è interessante poiché differenze simili sono state osservate nelle braccia dominanti degli atleti che effettuano lanci Overhead e che praticano sport con racchetta (Borsa, Dover, Wilk e Reinold, 2006; Ellenbecker, Roetert, Bailie, Davies e Brown, 2002). Tradizionalmente, ai pugili viene chiesto di lanciare pugni diretti dal petto o dalla regione del mento a un avversario (Walsh, 1951), non un colpo “overhead ad arco che è simile ai movimenti visti negli sport di lancio e di racchetta (Ellenbecker, et al., 2002) .

Turner et al. (Turner, Baker, & Miller, 2011) hanno identificato una fase di “precarico” durante i colpi con arti posteriori in cui sono state notate somiglianze con il lancio del baseball. Questo precarico può produrre microtraumi alla capsula anteriore simili a quelli visti nella “fase di armamento” durante il lancio dall’alto (Kibler, et al., 2012)

Diversamente dalla teoria del precarico di Turner et al. (2011), le traiettorie del percorso 3D di Whiting, Gregor e Finerman (1988) non mostrano alcun precarico apparente nei jab o nei ganci. A sostegno di ciò, vi è la considerazione che ai pugili viene comunemente chiesto di evitare di “caricare” i colpi poiché questo movimento può avvisare l’avversario di un attacco in arrivo (Slack, 2013). Se la teoria del precarico di Turner non è del tutto corretta, quindi è possibile sostenere che i movimenti anteriori ripetuti ad alta velocità  siano responsabili di microtraumi che si traducono in lassità della capsula anteriore e in un aumento del rischio di lesioni agli arti superiori (Bigliani et al., 1997).

Oltre a ripetuti microtraumi della capsula anteriore, ripetuti lanci in overhead sono stati collegati a una tensione nella capsula posteriore dei lanciatori a causa del carico eccentrico ripetuto (Kibler, et al., 2012). È stato ipotizzato che questa tensione provochi anche la discinesia scapolare (Thomas, et al., 2010). In questo studio si è riscontrato una correlazione significativa di discinesia scapolare nelle braccia dominanti del gruppo di pugili rispetto al gruppo di controllo. Questa scoperta indica che la tensione nella capsula posteriore dei pugili, comporta un rischio di lesione che è stato definito “un evento seminale per una cascata di cambiamenti patologici nelle spalle che lanciano” (Thomas, et al., 2010). Ancora una volta, queste patologie si riscontrano principalmente negli atleti che effettuano lanci in overhead e sono attribuite a fasi specifiche dell’azione di lancio (Kibler, et al., 2012).

I risultati di questo studio indicano che, sebbene meno grave della “spalla del lanciatore”, esiste una spalla del pugile, che mostra molti dei classici problemi degli atleti che effettuano lanci overhead.

Tratto dal corso di aggiornamento FPI Campania

In questo articolo voglio riportare uno “spaccato” del mio intervento al corso di aggiornamento tecnico FPI Campania “la spalla dello sportivo”. Il corso ha ottenuto un buon successo sia per la tematica proposta, sia per il relatore d’eccellenza su cui era incentrata la giornata formativa, il mio amico Marco Montanino.
Con l’Esperienza, la Passione e la Professionalità che lo contraddistinguono da sempre, Marco ha presentato una relazione veramente di alto livello, ricca di spunti e consigli pratici e spendibili fin da subito. In questa prima parte vi parlerò delle considerazioni che ogni professionista del settore pugilato (e non solo..) dovrebbe fare in riferimento all’articolazione della spalla.

Esistono poche informazioni relative all’incidenza degli infortuni nel pugilato, ancor meno in quello professionistico.
I dati relativi agli infortuni dei pugili fanno riferimento quasi sempre al match, con pochissimi riscontri in allenamento, soprattutto nello sparring.

Tra le varie pubblicazioni scientifiche ho deciso di prendere in esame quelle più interessanti ed inerenti l’articolazione (forse) più importante per un pugile. Per semplicità e praticità questo articolo sarà diviso in 2 parti.

Negli studi analizzati, i pugili in esame hanno riferito le aree di maggior incidenza degli infortuni, localizzati alla testa, aree del viso e della mano/polso. Secondo il parere degli autori, le lesioni alla testa e alla mano / polso dovrebbero essere considerate un rischio intrinseco alla boxe, causato da fattori legati all’impatto e all’attrezzatura (Murphy & Sheard, 2006). A detta degli autori, questi fattori potrebbero essere affrontati in modo più efficace attraverso modifiche alle regole o all’equipaggiamento (modifiche delle dimensioni dei guanti, utilizzo del caschetto, riduzione del punteggio dei colpi alla testa e strategie di bendaggio delle mani). Quando si escludono questi problemi relativi all’impatto, il sito di infortunio principale per i pugili durante l’allenamento è la “spalla”.

Le lesioni “alla spalla” costituiscono tra il 7,1% e il 27,5% delle lesioni totali subite dai pugili (Jordan, et al., 1990; Potter, et al., 2011; Welch, et al., 1986).

In quanto tali, queste lesioni dovrebbero essere l’obiettivo principale delle indagini sugli infortuni nei movimenti della boxe piuttosto che gli impatti prodotti mentre si colpisce o si è colpiti.

Il dato importante per la prevalenza di lesioni gleno-omerali e scapolari nei pugili sono i giorni segnalati persi dall’allenamento una volta che si è verificato un infortunio. Porter e O’Brien (1996) hanno riferito che le lesioni alla spalla hanno provocato il maggior numero totale di giorni persi di qualsiasi tipo di infortunio registrato con 14,2 giorni persi in media. Welch et al. (1986) hanno riscontrato un numero ancora maggiore di giorni persi immediatamente dopo l’infortunio, con i pugili che mancano in media 18 giorni dalle lesioni alla spalla indotte dall’allenamento e 20 giorni in media dalle lesioni indotte dalla competizione.

Nel prossimo articolo parlerò dei fattori chiave che predispongono questo tipo di lesione.

Dopo le “mangiate natalizie” la parola d’ordine è “Prenditi Cura di Te”.

Deve diventare un Mantra, perché non esistono scuse: “non ho tempo”, “il lavoro mi assorbe totalmente”, “inizierò domani”…
Dai la priorità a Te Stesso!
Che tu sia un’atleta, un semplice appassionato o un uomo/donna in carriera, ricordati che tutto parte dal tuo stato di benessere psicofisico.

Oggi ti propongo un circuito costituito da 3 esercizi che puoi svolgere ovunque:

  • Non richiede molto spazio
  • Non richiede attrezzi
  • Non richiede di molto tempo

Cosa aspetti?

Inizia con un buon #warmup, “esercizi cardio”, propedeutici e qualcuno per il core.

Poi parti con 5 Round intervallati da 1 minuto di recupero:

30 Climb
20 Lunges
10 Burpees

Mountain Climb
Esercizio per il core molto efficace in quanto va ad aggiungere difficoltà al Plank (in questo caso l’appoggio e sulle mani) a causa della destabilizzazione causata dal movimento. Attivazione del Core, stabilizzazione del cingolo scapolo-omerale, mobilità delle anche oltre al lavoro di controllo della stabilità dato dalla riduzione degli appoggi.


Posizione e Movimento: dalla posizione di Plank con appoggio sulle mani, tenere il corpo come un’asse; contraendo l’addome portare un ginocchio verso il petto; ritorno alla posizione di partenza e ripetere con l’altra gamba. Concentrasi sul corretto mantenimento della posizione di Plank.

Lunges (senza sovraccarico)
Tra i migliori esercizi per gambe e glutei in quanto la catena estensoria dell’anca lavora in modo completo.


Posizione e Movimento: esegui un passo in avanti sollevando il tallone della gamba posteriore, con un piccolo stop per attivare i muscoli stabilizzatori ed i propriocettori; affonda bilanciando bene il peso tra le 2 gambe, controllando la posizione del ginocchio anteriore e sfiorando il suolo con il ginocchio della gamba posteriore; da questa posizione in maniera energica spingersi in avanti e verso l’altro avanzando con la gamba posteriore.

BURPEES
L’esercizio a corpo libero preferito dagli americani, completo, dinamico e funzionale.
Posizione di Partenza e Movimento: dalla stazione eretta, scendi in accosciata, poggia le mani a terra, estendi all’indietro le gambe ed il bacino mantenendo l’appoggio sulle mani, richiama gambe bacino e tronco, effettua un saltello battendo le mani sopra la testa.

A fine allenamento dedica qualche minuto al #cooldown e ad alcuni esercizi per lo scarico della colonna vertebrale.

Inizia bene l’anno..
Buon Allenamento

Causa Covid il nostro governo ha ben pensato di chiudere palestre e centri sportivi per preservare la nostra salute fisica… Peccato che ignorino il fatto che l’attività fisica è il Farmaco più Potente per restare in salute.

Sull’argomento ho scritto di recente 2 articoli molto esaustivi basati sull’evidenza scientifica.

Ho pensato di riprendere questa rubrica per aiutare le persone ad allenarsi nonostante la chiusura delle strutture sportive!

Effettua 5-10 minuti di riscaldamento con esercizi “cardio”, mobilità articola e propedeutici (quelli basati sull’insegnamento della corretta tecnica degli esercizi per intenderci). Aggiungi anche qualche esercizio per il Core, poi parti col circuito

10 Round 1′ di recupero

3 Burpees
6 Push-Up
9 Squat

BURPEES
L’esercizio a corpo libero preferito dagli americani, completo, dinamico e funzionale.
Posizione di Partenza e Movimento: dalla stazione eretta, scendi in accosciata, poggia le mani a terra, estendi all’indietro le gambe ed il bacino mantenendo l’appoggio sulle mani, richiama gambe bacino e tronco, effettua un saltello battendo le mani sopra la testa.

PUSH UP
Ottimo esercizio per la parte superiore del corpo. Consiglio di eseguirlo a braccia strette per evitare stress sul cingolo scapolo-omerale.

Posizione e Movimento: partenza con  braccia distese e mani poggiate a terra alla larghezza delle spalle, piedi uniti; portate il corpo ad un centimetro dal pavimento mantenendo i gomiti vicino ai fianchi ed una volta arrivati spingere verso l’alto.

SQUAT (versione Prisoner che consiglio nel body weight)
Un esercizio che consente di lavorare sugli arti inferiori e nel contempo sulla catena estensoria del dorso rendendolo un esercizio con un’ottima valenza posturale.


Posizione di Partenza e Movimento: dalla stazione eretta con gambe divaricate larghezza spalle, mani dietro la nuca, adduci le scapole (unisci le scapole) e mantieni questa posizione per tutta la durata dell’esercizio; piega le gambe, scendi in accosciata completa  e risali.

Al termine dei round dedica qualche minuto al Cool Down

Buon Allenamento

British Journal of Sports Medicine

La vita quotidiana dei bambini e degli adolescenti è stata stravolta dal Covid-19 rendendola appena riconoscibile. Essere confinati a casa significa che i giovani, abituati a quel poco di educazione fisica scolastica, all’attività sportiva extra-scolastica (necessaria), agli spostamenti attivi, allo sport organizzato e all’aperto, sono costretti a trovare una nuova normalità. I benefici dell’attività fisica per i giovani sono ampiamente riconosciuti e durante il Covid-19, muoversi di più e sedersi di meno è molto importante per aiutare le famiglie a mantenere la salute fisica e mentale, soprattutto ora che l’uso dello schermo è aumentato a causa del passaggio alla didattica online.

I giovani idealmente dovrebbero accumulare almeno 60 minuti di attività moderata al giorno. Nell’arco della settimana, le attività dovrebbero includere “stress” per muscoli ed ossa, e attività che aiutino lo sviluppo delle abilità di movimento (coordinazione, equilibrio, consapevolezza del corpo). Queste linee guida si basano sull’evidenza che i giovani più attivi hanno migliori risultati in termini di salute cardiovascolare e ossea, di forma fisica muscolare e peso corporeo. Ci sono anche prove che una maggiore attività fisica è associata a una migliore salute mentale, a una migliore funzione cognitiva, aumento dell’autostima e a una riduzione dei sintomi depressivi nei giovani.

Cosa Proporre?

Sebbene ci siano prove limitate sui benefici di specifiche attività motorie in ambiente domestico per i giovani, qualsiasi attività che fa muovere il bambino è benefica. Si consigliano i tradizionali giochi da cortile (nascondino, saltare, etc.), ballare, costruire percorsi ad ostacoli, giocare con i palloncini, imitare film d’azione, etc..
Sebbene 60 minuti di attività al giorno siano l’ideale, potrebbero non essere sempre realizzabili. Ogni opportunità per muoversi di più e sedersi di meno è buona.

Muoversi di più per Aiutarsi con la Scuola

L’attività fisica (eseguita regolarmente così come un singolo evento) può aiutare la funzione cognitiva dei giovani e la loro attenzione. Quindi, un breve periodo di attività è un ottimo modo per interrompere i periodi di lavoro scolastico o di utilizzo dello schermo, e aiutarli a concentrarsi sul proprio lavoro. Combinare l’attività fisica con l’apprendimento ha benefici cognitivi ed è divertente, soprattutto con i bambini più piccoli.

Muoversi di più per Interrompere il Tempo Trascorso da Seduti

Stare seduti per lunghi periodi (specialmente quando si usano gli schermi) è associato a scarsi risultati di salute fisica e mentale nei giovani. Se possibile, interrompere regolarmente il tempo da seduti con brevi periodi di movimento apporterà benefici, così come la sostituzione di giochi sedentari con giochi attivi. Negli ambienti scolastici, i giovani sono felici di lavorare per brevi periodi stando in piedi, piuttosto che seduti.

COME?

Motivare i giovani a muoversi di più

Nonostante le nostre migliori intenzioni di incoraggiare l’attività fisica, ogni genitore, insegnante o allenatore si è dovuto confrontare con ” ma io non voglio… andare a fare una passeggiata… ballare… ecc.”.  Ricerche recenti forniscono indicazioni su come creare il miglior ambiente motivazionale per migliorare l’attività fisica e il benessere. Non è scienza missilistica capire che i giovani saranno più motivati ​​a impegnarsi in attività divertenti e piacevoli.

Una sfida continua in questa pandemia è stata determinare un modo sicuro per le persone di tutti i livelli “atletici” di continuare ad allenarsi ed a svolgere attività fisica. Per gli atleti agonisti che hanno la possibilità di proseguire gli allenamenti, il punto cruciale risiede nel ridurre al minimo il rischio di infettarsi o trasmettere asintomaticamente il virus durante le sedute di allenamento.

Non a caso l’aspetto più critico della decisione di riprendere, in precedenza, e ad oggi proseguire uno sport competitivo è la creazione di un codice di condotta tra gli atleti ed i membri dello staff. Oltre ai protocolli vi è la necessità da parte di ogni singolo membro del team di eliminare i comportamenti ad alto rischio dalle loro attività extra-sportive, come la stretta osservanza del distanziamento sociale e l’evitare grandi riunioni o feste. Se i membri del team non possono aderire a questo codice di condotta, non dovrebbero essere autorizzati a partecipare alle sedute di allenamento e alla gare, in quanto rappresentano un rischio maggiore per gli altri atleti, allenatori e staff. Per chi si allena a livello amatoriale è ribadita l’importanza di continuare l’attività fisica regolare, nonostante la chiusura delle palestre, all’aperto e mantenendo il distanziamento. (American College of Cardiology)

Per i nostri governatori, l’esercizio fisico non è in cima alla lista delle azioni essenziali per la salute mentre lottiamo e proteggiamo noi stessi e le nostre famiglie durante la pandemia da Coronavirus Covid-19. Forse dovrebbe esserlo, perché l’attività fisica può essere uno strumento prezioso per controllare le infezioni da Covid-19 e mantenere alta la qualità della vita.

L’attività fisica è uno dei “farmaci” più potenti per raggiungere e mantenere un buono stato di salute. Aiuta a prevenire e o trattare molte condizioni patologiche, sia fisiche che mentali, migliorando il funzionamento di numerosi sistemi fisiologici.

In una recensione pubblicata sul The Journal of Sport and Health Science, sono state riassunte le scoperte scientifiche che “provano” il legame vincente tra l’attività fisica e il sistema di difesa del corpo, riassumendole in 4 aree di immunologia dell’esercizio fisico:

  1. Effetti acuti e cronici dell’esercizio fisico sul sistema immunitario;
  2. Benefici clinici nel rapporto esercizio-immunità;
  3. Influenze nutrizionali sulla risposta immunitaria all’esercizio fisico
  4. Effetto dell’esercizio fisico sull’immunosenescenza.

Il sistema immunitario è molto sensibile all’esercizio, con estensione e durata che riflettono il grado di stress fisiologico imposto dal carico di lavoro.
Le principali scoperte di immunologia dell’esercizio fisico dal 1980 si riassumono nelle seguenti conclusioni:

  • L’esercizio acuto (intensità da moderata a vigorosa, dalla durata inferiore a 60 minuti) è considerato come un importante adiuvante del sistema immunitario, utile a stimolare lo scambio continuo di sottotipi di cellule immunitarie distinte e altamente attive tra la circolazione e i tessuti.
  • Con l’esercizio quasi quotidiano, questi cambiamenti acuti operano attraverso un effetto sommatorio migliorando l’attività di difesa immunitaria e la salute metabolica
  • Carichi di lavoro ad intensa attività fisica, eventi di competizione, lo stress fisiologico, metabolico e psicologico associato sono collegati con perturbazioni immunitarie transitorie, infiammazione, stress ossidativo, danni muscolari, e aumento di rischio di malattia (disfunzione immunitaria transitoria che comporta la riduzione delle capacità metabolica delle cellule immunitarie).
  • Il rischio di malattia può aumentare quando un’atleta gareggia, passa attraverso cicli ripetuti di sforzo insolitamente “pesante”, e sperimenta altri fattori di stress per il sistema immunitario. La ricchezza dei dati epidemiologici sulle malattie acute raccolti durante le competizioni internazionali ha rilevato che il 2-18% degli atleti di élite sperimenta episodi di malattia, con percentuali più elevate per le donne e coloro che affrontano eventi di resistenza.

(Journal of Sport and Health Science Volume 8, Issue 3, May 2019, Pages 201-217)

Exercise immunology research can be organized into 4 distinctive periods

L’attività fisica rafforza i 2 processi biologici che reagiscono all’infezione. Quando si assume uno stile di attivo, i muscoli producono sostanze che migliorano il funzionamento del sistema immunitario in grado di ridurre l’infiammazione. Anche se non esistono evidenze scientifiche sugli effetti dell’esercizio fisico in soggetti affetti da Covid-19, sono bene documentati gli effetti dell’attività sportiva sul sistema immunitario, l’infiammazione e le infezioni respiratorie virali.

È risaputo che l’attività fisica rappresenta uno strumento efficace sia per prevenire che per curare (in alcuni casi) malattie cardiache, diabete e otto tipi di cancro, condizioni che aumentano il rischio di morte in soggetti infetti da Coronavirus.

I sintomi da stress aumenteranno col proseguimento della pandemia, a causa delle minacce per la salute, della perdita del lavoro, della riduzione del reddito e dell’isolamento. Essere fisicamente attivi apporta importanti benefici per la salute mentale e, incentivare le persone ad essere fisicamente attive, potrebbe aiutarle a far fronte allo stress ed evitare problemi psicologici.

La risposta del corpo allo stress psicologico crea squilibri tra cortisolo e altri ormoni che influenzano negativamente il sistema immunitario e l’infiammazione. Così, lo stress psicologico colpisce i processi biologici sottostanti il Covid-19, per questo è necessario ripristinare l’equilibrio del cortisolo.

In virtù di quanto esposto è possibile riassumere l’importante beneficio che l’attività fisica può apportare in questo periodo di pandemia

ACSM
  • Il potenziale di un aumento dell’attività fisica per ridurre il numero di persone infette che richiedono il ricovero in ospedale e i ventilatori potrebbe contribuire a ridurre la misura in cui i sistemi sanitari vengono sopraffatti dai casi di infezione grave.
  • Ha senso incoraggiare le persone, specialmente quelle con condizioni croniche, ad essere fisicamente attive in modo da ridurre la gravità della malattia in caso di un eventuale infezione. L’attività fisica può essere paragonata all’assunzione giornaliera di un farmaco, in quanto i suoi effetti sul funzionamento immunitario e l’infiammazione, possono ridurre il rischio di gravi infezioni virali.
  • Ogni seduta di allenamento riduce i sintomi legati a depressione e ansia, tanto da poter paragonare l’efficacia dei suoi effetti a quelli dei farmaci e della psicoterapia.
  • Le persone anziane possiedono un alterato equilibrio del cortisolo ed un sistema immunitario più debole, ragion per cui l’attività fisica può essere particolarmente importante per questa popolazione ad alto rischio di Covid-19.

(American College of Sport Medicine)

L’impatto del sedentarismo dovuto al confinamento a casa da Covid-19 sulla salute neuromuscolare, cardiovascolare e metabolica è stato descritto sul European Journal of Sports Science, individuando le implicazioni fisiologiche e fisiopatologiche con annesse contromisure fisiche e nutrizionali che possono essere riassunte, anche se banalmente, nei seguenti punti:

  1. Solo pochi giorni di stile di vita sedentario sono sufficienti per indurre la perdita muscolare, danni alla giunzione neuromuscolare e denervazione delle fibre, insulino-resistenza, diminuzione della capacità aerobica, incremento dei depositi di grasso e infiammazione sistemica di basso grado.
  2. Si raccomanda un regolare esercizio a bassa/media intensità, insieme a una riduzione del 15-25% dell’apporto calorico per preservare la salute neuromuscolare, cardiovascolare, metabolica ed endocrina, nel caso in cui si interrompe la pratica regolare di attività fisica.

(European Journal of Sport Science, 2020)

L’attività fisica è ampiamente raccomandata dalle autorità sanitarie, ma gli sforzi per promuovere stili di vita attivi sono minimi (Reis et al., 2016). Anche se in questo momento l’obiettivo principale è ridurre la diffusione del virus, è necessario intervenire per aumentare l’attività fisica durante la pandemia di Coronavirus. Essere attivi fisicamente dovrebbe essere la raccomandazione chiave, in virtù dei suoi molteplici benefici, e non un ripensamento.

Essere fisicamente attivi è una raccomandazione quasi universalmente riconosciuta. Moltissime ricerche confermano che questa pratica potrebbe contribuire sia a ridurre le complicanze del Covid-19 che a migliorare la qualità della vita prima e dopo l’infezione. La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità invita le persone a svolgere attività fisica in modo regolare (WHO Director-General’s opening remarks at the media briefing on COVID-19 – 20 March 2020).

Ciò che manca è uno sforzo concreto per attuare alcuni dei numerosi interventi basati sull’evidenza scientifica.

Non è troppo tardi, durante questa pandemia, per beneficiare degli effetti annessi all’aumento dei livelli di attività fisica, ma la chiusura di palestre, luoghi dedicati all’allenamento, restrizioni di orario per l’ingresso nei parchi, di certo non aiutano le persone ad investire tempo per preservare la propria salute.  

È stato dimostrato che le caratteristiche cinetiche influenzano le proprietà del colpo nei combat sports, in particolare la Ground Reaction Force (GRF – Forza di Reazione al Suolo) (Mack, Stojsih, Sherman, Dau & Bir, 2010; Yan-ju, Yi-gang, Yan & Zheng-Ping, 2013).
Ad esempio, la forza generata dalla gamba posteriore contribuisce considerevolmente alle prestazioni dei colpi scagliati con gli arti superiori posteriori (Cheraghi et al., 2014; Filimonov et al., 1985; Turner et al., 2011), mentre Yan-ju et al. (2013) notarono che la forza delle gambe anteriori fornisce un contributo significativo alla velocità del jab.
Tuttavia, Mack et al. (2010) hanno riportato piccole ma significative relazioni tra la forza della parte inferiore del corpo e la velocità massima del pugno per i colpi scagliati con l’arto posteriore, quali il Diretto (R2 = 0,103) ed il Gancio (R2 = 0,099), suggerendo che sono necessarie ulteriori ricerche per approfondire questi risultati.
Inoltre, sebbene la loro rilevanza sia stata accennata (Lenetsky et al, 2013), nessuno studio scientifico ha esaminato l’applicazione direzionale (antero-posteriore, medio-laterale, verticale) del GRF durante specifici tipi di colpi.

Stanley, Thomson, Smith e Lamb hanno condotto un interessante studio pubblicato sulla rivista “International Journal of Performance Analysis in Sport“, con lo scopo di quantificare attraverso un’analisi tridimensionale la cinetica e la cinematica di 6 tipologie di colpi scagliati da pugili dilettanti.

Gli atleti hanno eseguito diversi colpi al massimo sforzo contro un sacco da boxe e, durante l’esecuzione, è stata valutata la cinematica della parte superiore del corpo tramite un sistema 3D motion capture, e le forze di reazione del suolo (GRF) della gamba anteriore e posteriore tramite due piattaforme di forza.

Considerando la posizione di guardia, il gancio eseguito con l’arto superiore rappresenta il colpo con il picco di velocità massima (11,95 ± 1,84 m/s), il Jab è il colpo con il tempo di realizzazione più breve (405 ± 0,15 ms) il montante scagliato con l’arto posteriore è il colpo con la massima velocità angolare dell’articolazione della spalla (1069,8 ± 104,5 gradi/s) e il montante scagliato dall’arto anteriore è il colpo con la massima velocità angolare del gomito (651,0 ± 357,5 gradi/s). Il picco di GRF risultante differiva in modo significativo (P <0,05) tra le gambe posteriori e quelle anteriori solo per il diretto.

La raccolta delle informazioni relative alla velocità dei colpi, alla produzione della GRF e alla loro relazione tra diverse tipologie di colpi, può facilitare la comprensione della complessità dell’esecuzione tecnica delle diverse tipologie di colpi e condurre allo sviluppo di allenamenti sempre più specifici.

Il movimento umano è complesso, nell’attività sportiva lo è molto di più. I colpi nella boxe sono azioni complesse che richiedono il reclutamento della muscolatura delle gambe, del tronco e delle braccia per funzionare in modo sinergico e coordinato (Turner, Baker & Miller, 2011). Nonostante l’importanza di riuscire a colpire l’avversario per raggiungere la vittoria, la conoscenza biomeccanica della maggior parte delle tecniche pugilistiche è molto limitata.

Alcune caratteristiche cinematiche come gli angoli di lavoro, le velocità angolari e la velocità dell’esecuzione tecnica sono state esaminate per alcuni colpi (diretti, montante con l’arto anteriore e posteriore, gancio con l’arto anteriore e posteriore) nei pugili agonisti dilettanti: Cabral et al., 2010; Cheraghi et al.,2014; Kimm & Thiel, 2015; Piorkowskj et al., 2011; Whiting et al., 1988.   

Da queste ricerche sono emersi i tempi che i colpi impiegano per arrivare al bersaglio e le velocità dei colpi diretti e ganci

  • Diretti: tempo per arrivare al bersaglio 357 ± 178 ms, velocità 5,9 m/s – 8,22 m/s
  • Ganci: tempo per arrivare al bersaglio 477 ± 203 ms, velocità 8 m/s – 11 m/s

Le velocità dell’articolazione e del colpo dipendono da un modello di attivazione sequenziale prossimale-distale avviato dagli arti inferiori che viaggia distalmente attraverso il bacino, il tronco e il braccio prima di raggiungere il l’estremità dell’arto superiore, provocando l’accelerazione del pugno verso il bersaglio (Cheraghi et al., 2014).

Il modello di attivazione sequenziale prossimale-distale e le velocità successivamente generate tramite rapide rotazioni articolari sono state osservate in varie tecniche di pugni e calci negli sport di combattimento (Estevan, Falco, Silvernail & Jandacka, 2015; Sorensen, Zacho, Simonsen, Dyhre ‐ Poulsen & Klausen, 1996; VencesBrito, Rodrigues Ferreira, Cortes, Fernandes e Pezarat-Correia, 2011).

È stato anche suggerito che la velocità del colpo dipenda dalla distanza del percorso di accelerazione dal bersaglio, con i ganci che mostrano valori maggiori rispetto ai diretti a causa di un percorso di accelerazione più lungo che facilita la generazione di velocità pre-impatto maggiori (Piorkowski et al., 2011; Viano et al., 2005; Whiting et al., 1988).

Fonti:
International Journal of Performance Analysis in Sport

Se vuoi ottenere risultati e aspiri a maggiori soddisfazioni non ti resta che sconfiggere ogni dubbio, ogni indecisione e AGIRE.

Fare il primo passo non è mai facile, infatti la parte difficile non è fare le cose ma iniziarle.

Quindi ti do un unico consiglio: Non Aspettare, Agisci!!

Oggi ti propongo un Circuito composto da 3 esercizi ed in base al tuo livello puoi scegliere di eseguirlo in 2 modi differenti:

Versione “Easy”: serie 1 con 12 ripetizioni per esercizio, serie 2 con 10 ripetizioni per esercizio e la serie 3 con 8 ripetizioni per esercizio. in questo caso recuperi solo 1 minuto e 30 secondi tra una serie e l’altra

Versione “Strong”: ogni serie è composta da 12-10-8 ripetizioni di ogni esercizio con un recupero di 3 minuti tra una serie e l’altra.

A te la scelta

BURPEES
L’esercizio a corpo libero preferito dagli americani, completo, dinamico e funzionale.
Posizione di Partenza e Movimento: dalla stazione eretta, scendi in accosciata, poggia le mani a terra, estendi all’indietro le gambe ed il bacino mantenendo l’appoggio sulle mani, richiama gambe bacino e tronco, effettua un saltello battendo le mani sopra la testa.

Push Up
Ottimo esercizio per la parte superiore del corpo. Consiglio di eseguirlo a braccia strette per evitare stress sul cingolo scapolo-omerale.

Posizione e Movimento: partenza con  braccia distese e mani poggiate a terra alla larghezza delle spalle, piedi uniti; portate il corpo ad un centimetro dal pavimento mantenendo i gomiti vicino ai fianchi ed una volta arrivati spingere verso l’alto.

SIT-UP (alternativa Crunch)
Da molti è definito un “classico” e tra i più efficienti esercizi per il retto addominale, tanti altri lo criticano per i possibili problemi che potrebbe causare alla schiena. In effetti questo movimento fa lavorare soprattutto i muscoli flessori dell’anca, quindi se soffri già di problemi alla schiena (localizzati nella parte “bassa”) e hai una muscolatura addominale debole, ti consiglio di evitare di eseguirlo e scegliere tra le 2 alternative che ti ho proposto sopra. 

Posizione di Partenza e Movimento: sdraiato con schiena poggiata a terra, gambe piegate ad una larghezza pari a quella delle anche, piedi ben saldi a terra; mani dietro la nuca e gomiti ben aperti; sollevati lentamente portando il tronco verso le cosce tenendo il tronco e testa ben in linea; solleva tutta la schiena fino ad arrivare quasi ad una posizione verticale; torna alla posizione di partenza.
N.B.: i movimenti devono essere lenti e controllati, evita movimenti repentini, non variare la distanza tra mento e sterno, no variare l’angolo delle ginocchia.

Per qualsiasi informazione e chiarimento non esitare a contattarmi!
Buon Allenamento!

Soprannominato Dinamita, Marquez nasce a Città del Messico nel 1973, ha vinto 7 titoli iridati ed è stato campione del mondo in 4 categorie di peso differenti.

Ha collezionato 64 incontri vincendone 56 di cui 40 per KO, 7 sconfitte ed 1 pareggio, nel 2012 è stato nominato Figher of the Year da Ring Megazine.

Il suo stile di combattimento è altamente tecnico e versatile e si contraddistingue per l’ innata abilità di colpire d’incontro sia in fase difensiva nelle corde che nel contrattacco. Per le sue grandi doti Box Rec lo ha inserito al primo posto nella classifica dei migliori pugili messicani di sempre Pound for Pound.

A che ora ti alzi per correre?

4:30

Fai stretching prima di correre?

Sì, tratto per tutto il corpo

Che distanza percorri?

Dieci chilometri

Dopo aver corso, cosa fai?

Colazione, poi riposo

Cosa mangi per colazione?

Cereali, verdure e succo d’arancia

A che ora vai in palestra?

13:00

A che ora esci dalla palestra?

15:30

Cosa fai dopo l’allenamento?

Vado al centro medico e vado in camera iperbarica. Questa camera mi permette di respirare ossigeno puro e aiuta il mio corpo a riprendersi più velocemente. Mangio e poi riposo il mio corpo.

Cosa mangi per cena?

Pesce, pollo, verdure e mi piace il sushi

Hai interessi o hobby?

Giocare a basket e guardare film. Anche il tempo in famiglia è importante.

A che ora vai a letto?

21:00

Qual è il tuo esercizio preferito in palestra?

Qualunque cosa

Quanti giorni ti alleni?

Sei giorni. Domenica libera

Prima di vincere il titolo mondiale, avevi un lavoro?

Sì, ero un contabile.

Memorabili i 4 incontri disputati contro Manny Pacquiao

ALLENAMENTO TIPICO

Warm up/Shadow Boxing/Stretching: 20 minuti

Sparring: otto round da tre minuti e mezzo.

Heavy Bag: quattro x tre minuti a round

Floor to cieling bag: due round da tre minuti

Speed bag: round due x tre minuti

Sit-ups: 300 in totale

Cool down: sei minuti (light shadowboxing)

Massaggio solo nei fine settimana