Tratto dal corso di aggiornamento FPI Campania

Nell’articolo precedente abbiamo visto che vi è una grossa percentuale di lesioni correlate all’articolazione gleno-omerale e alla scapola nei pugili, questa è stata una spinta per intraprendere uno studio in cui sono stati esaminati i diversi fattori definiti “chiave”, in quanto predisponenti alle lesioni. Nello specifico, si è indagato se i pugili mostrano problemi simili agli atleti che partecipano  “sport di lancio sopra la testa” (Overhead), un gruppo che ha un rischio ancora maggiore di lesioni agli arti superiori rispetto ai pugili (Kibler, Sciascia e Thomas, 2012). Per ottenere ciò, sono stati confrontati un gruppo di pugili con un gruppo di controllo tramite il range di movimento passivo (ROM), la forza di rotazione isometrica interna ed esterna e la funzione scapolare. Usando queste misure gli autori si sono proposti di determinare se la disfunzione classica del lancio sopra la testa come la discinesia scapolare e l’aumento della rotazione esterna esistono in maggiore incidenza nei pugili rispetto a quelli che non praticano lo sport.

Sono state riscontrate differenze nella rotazione esterna passiva moderatamente maggiori nei pugili (maggiore ROM nelle braccia dominanti). Questa scoperta è interessante poiché differenze simili sono state osservate nelle braccia dominanti degli atleti che effettuano lanci Overhead e che praticano sport con racchetta (Borsa, Dover, Wilk e Reinold, 2006; Ellenbecker, Roetert, Bailie, Davies e Brown, 2002). Tradizionalmente, ai pugili viene chiesto di lanciare pugni diretti dal petto o dalla regione del mento a un avversario (Walsh, 1951), non un colpo “overhead ad arco che è simile ai movimenti visti negli sport di lancio e di racchetta (Ellenbecker, et al., 2002) .

Turner et al. (Turner, Baker, & Miller, 2011) hanno identificato una fase di “precarico” durante i colpi con arti posteriori in cui sono state notate somiglianze con il lancio del baseball. Questo precarico può produrre microtraumi alla capsula anteriore simili a quelli visti nella “fase di armamento” durante il lancio dall’alto (Kibler, et al., 2012)

Diversamente dalla teoria del precarico di Turner et al. (2011), le traiettorie del percorso 3D di Whiting, Gregor e Finerman (1988) non mostrano alcun precarico apparente nei jab o nei ganci. A sostegno di ciò, vi è la considerazione che ai pugili viene comunemente chiesto di evitare di “caricare” i colpi poiché questo movimento può avvisare l’avversario di un attacco in arrivo (Slack, 2013). Se la teoria del precarico di Turner non è del tutto corretta, quindi è possibile sostenere che i movimenti anteriori ripetuti ad alta velocità  siano responsabili di microtraumi che si traducono in lassità della capsula anteriore e in un aumento del rischio di lesioni agli arti superiori (Bigliani et al., 1997).

Oltre a ripetuti microtraumi della capsula anteriore, ripetuti lanci in overhead sono stati collegati a una tensione nella capsula posteriore dei lanciatori a causa del carico eccentrico ripetuto (Kibler, et al., 2012). È stato ipotizzato che questa tensione provochi anche la discinesia scapolare (Thomas, et al., 2010). In questo studio si è riscontrato una correlazione significativa di discinesia scapolare nelle braccia dominanti del gruppo di pugili rispetto al gruppo di controllo. Questa scoperta indica che la tensione nella capsula posteriore dei pugili, comporta un rischio di lesione che è stato definito “un evento seminale per una cascata di cambiamenti patologici nelle spalle che lanciano” (Thomas, et al., 2010). Ancora una volta, queste patologie si riscontrano principalmente negli atleti che effettuano lanci in overhead e sono attribuite a fasi specifiche dell’azione di lancio (Kibler, et al., 2012).

I risultati di questo studio indicano che, sebbene meno grave della “spalla del lanciatore”, esiste una spalla del pugile, che mostra molti dei classici problemi degli atleti che effettuano lanci overhead.