Nello sport il sonno è considerato essenziale per il recupero e la performance degli atleti e probabilmente anche uno dei metodi più sottovalutati.
Studi recenti dimostrano che gli atleti di sport di squadra sono ad alto rischio di dormire poco prima e dopo la competizione. Sebbene siano disponibili pochi dati in letteratura, sembrerebbe che questi atleti siano anche particolarmente suscettibili a riduzioni sia della qualità del sonno che della durata dopo la competizione serale e nei periodi di allenamento “pesante”. (Hugh HK Fullagar, Int J Sports Physiol Perform, 2015)

Un sonno adeguato può essere facilmente compromesso soprattutto per gli atleti-studenti e gli atleti-lavoratori che cercano di bilanciare i molteplici impegni nel tempo che hanno a disposizione.
Le persone con carenza di sonno sono a maggior rischio di malattie acute, lesioni sportive traumatiche e sviluppo di malattie croniche. Le sessioni di allenamento o le competizioni durante le ore estremamente precoci o tarde possono interferire con i ritmi circadiani e omeostatici. La regolazione del programma di allenamento per migliorare la durata del sonno ha un impatto significativamente positivo su diversi aspetti delle prestazioni atletiche. (Elizabeth A Copenhaver , Alex B Diamond, Pediatr Ann, 2017)

Il sonno è di gran lunga uno degli aspetti più importanti per i processi di recupero di un’atleta.
La ricercatrice californiana Cheri Mah, suggerisce agli atleti di dormire ben 10 ore a notte per alcuni mesi prima della gara.

Questo suggerimento “nasce” da un interessante studio sperimentale condotto su 11 giocatori di basket dell’Università di Stanford che, per quasi 2 mesi, hanno dormito 10 ore a notte. Questi atleti, rispetto agli altri che avevano dormito le classiche 8 ore a notte, durante gli allenamenti e le partite, avevano un tempo di corsa negli sprint migliore, realizzavano più canestri e si affaticavano di meno.

Il sonnellino diurno è una strategia usata frequentemente dagli atleti per aumentare la durata del sonno e l’esser pronti alla performance.

Alcuni studi suggeriscono miglioramenti sull’apprendimento di un compito motorio per effetto di un breve sonnellino pomeridiano di circa 20 minuti, mentre un riposo prolungato, inducendo fasi di sonno profondo, determinerebbe un risveglio forzato con annesso sensazione di malessere e malumore, che potrebbe diventare nocivo per un miglioramento della performance.

E’ inoltre risaputo che durante il sonno si memorizzano le informazioni acquisite da svegli. Precise aree del nostro cervello sono destinate al consolidamento mnesico e, durante il sonno, queste aree cerebrali continuano a lavorare determinando così un più rapido processo di memorizzazione.